PERSONAGGI ILLUSTRI

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Michele Valbonesi


Michele Valbonesi

Michele Valbonesi nasce da Pietro Giovanni Valbonesi e Anna Maria "coniuga" in Ranchio, località del territorio sarsinate.

In giovinezza si allontana da casa per studiare "l'arte pittoresca" a Bologna, ma della sua presenza nel capoluogo emiliano non è restato alcun documento.

Le sole tracce che abbiamo sono nelle sue opere, che mostrano considerevoli riferimenti ed evidenti derivazioni da un ben circoscritto ambito bolognese di primo Settecento.

Una delle prime opere note del Valbonesi risulta essere il Transito di San Giuseppe, visibile nella chiesa di San Romano presso Ranchio. L'esame della tela portò al riconoscimento del proprio autore nel pittore di Ranchio e la data di esecuzione, il 1753, viene indicata in una nota manoscritta redatta sul finire del ‘700 da un sacerdote della parrocchia di San Romano.

Intorno al 1755 si colloca il periodo di maggiore attività per il giovane pittore, al quale pervengono richieste di pitture da molti rettori di parrocchie nel territorio natio: dalla consegna della tela Madonna del Rosario e i Santi Domenico e Caterina alla parrocchia di San Romano, a quella delle tele del Martirio di San Bartolomeo e del San Sebastiano ed altri Santi alla chiesa di Ranchio. San Vicinio guarisce un'ossessa (1755)E' documentata, finalmente, anche la sua reale partecipazione all'opera di rinnovamento delle chiese dei SS. Cosma e Damiano presso Mercato Saraceno, iniziata verso il 1751 e consistita, per quanto attenne al contributo del Valbonesi, nella decorazione con immagini figurate della navata centrale e nell'esecuzione della grande pala per l'altare maggiore. Negli anni centrali del quinto decennio del secolo si possono collocare alcune altre opere di Michele Valbonesi: in particolare quelle per le chiese di Valdinoce, Montecastello, Montesorbo e Luzzena, pitture che per fattura e struttura strettamente si legano alle due di San Romano. Con maggiore sicurezza può dirsi eseguito circa nell'anno 1755 l'ornamento pittorico per la cappella di San Vicinio nella cattedrale di Sarsina, la cui ristrutturazione è attestata in un'epigrafe all'interno della cattedrale, mentre diverse assonanze stilistiche inducono a legare il nome di Valbonesi alle gioconde decorazioni di alcuni ambienti interni del palazzo signorile in località Piano di Sarsina. Le notizie riferentesi a Michele Valbonesi divengono, purtroppo, assai più rade a partire dagli anni '60. Anche la sua operosità sembra subire presto una flessione, una sosta anzi, forse definitiva. Lo ritroviamo nell'anno 1775 impegnato assieme ad altri pittori, architetti ed ingegneri cesenati ad allestire grandi impianti scenici per i festeggiamenti da tenersi nell'occasione della elezione dell'illustre concittadino il pontefice Pio VI. Ed ancora, il nome del Valbonesi appare, sul finire del secolo, tra i responsabili manutentori del Porto canale di Cesenatico. Ulteriore prova che l'attività di Michele Valbonesi da un certo momento in poi si volse prevalentemente ad opere di ingegneria o comunque di manutenzione edile viene proposta da un atto della viceprefettura napoleonica di Sarsina che lo indica impegnato al restauro della chiesa parrocchiale della sua Ranchio, nei primi anni dell'800, in qualità di "Soprintendente ai lavori" ed anzi, per tale prestazione, creditore di 200 scudi. E proprio dalla lettura di questo documento, che indica l'avvenuto pagamento solo all'indomani della morte di Valbonesi, si può circoscrivere il tempo della scomparsa del pittore intorno all'anno 1806 e comunque non oltre il 1808.

 

OPERE IN ORDINE CRONOLOGICO:

1. Il Transito di San Giuseppe, 1753, olio su tela, cm 300 x 200, chiesa di San Romano.

2. La Madonna col Bambino, i Santi Domenico e Caterina e i 15 Misteri del Rosario, 1755, olio su tela, cm 200 x 150, chiesa di San Romano.

3. Il Martirio di San Bartolomeo, 1756, olio su tela, cm 350 x 180, chiesa di San Bartolomeo in Ranchio.

4. La Madonna col Bambino, i Santi Sebastiano, Lucia, Luigi e Agostino, 1756 c., olio su tela, cm 280 x 180, chiesa di San Bartolomeo in Ranchio.

5. I 15 Misteri del Rosario, 1756, olio su tela, misure varie, chiesa di San Bartolomeo in Ranchio.

6. Il Martirio dei Santi Cosma e Damiano, 1752 c., olio su tela, cm 280 x 150, chiesa di Ss. Cosma e Damiano, Mercato Saraceno.

7. Ciclo di scene ad affresco con La Trinità e l'Assunta, Il Sacrificio di Meldisedech, La Trasfigurazione, La consegna delle chiavi, S. Vicinio orante, 1751 c., chiesa di Ss. Cosma e Damiano, Mercato Saraceno.

8. Quattro scene relative a Vita e miracoli di San Vicinio, 1755, olii su tela, cm 180 x 110, cattedrale di San Vicinio in Sarsina.

9. Il Martirio di San Bartolomeo, 1756 c., olio su tela, cm 230 x 160, chiesa di San Bartolomeo in Valdinoce.

10. La Madonna col Bambino ed i Santi Antonio da Padova, Francesco di Paola e Lorenzo, olio su tela, cm 220 x 190, chiesa di San Lorenzo in Montecastello.

11. I Quindici Misteri del Rosario, olio su tela, cm 200 x 120, chiesa di Sant'Andrea in Piavola.

12. I Santi Michele Arcangelo, Filippo Neri, Luigi e Francesco di Paola, olio su tela, cm 200 x 165, chiesa della SS. Annunziata in Montesorbo.

mer, 12 apr 2017 08:07:44 +0000