PERSONAGGI ILLUSTRI

Zurück

Orazio Balbo

Orazio Balbo

La più antica iscrizione ritrovata a Sarsina (metà I sec. a.C.) riporta come un vero e proprio atto pubblico la donazione di un terreno per le sepolture nella zona della Necropoli. Il donatore si chiama Horatius Balbus, e la sua prescrizione ha grande importanza nell'ambito del diritto pubblico sepolcrale.

E' pressoché certo che la parte della necropoli donata da Orazio ai poveri della sua comunità si trovasse sulla riva destra del Savio, lungo la strada per Cesena: dando le spalle a Sarsina questo terreno precedeva dunque i grandi monumenti funebri (per la maggior parte costruiti, tra l'altro, successivamente). Riportiamo di seguito la traduzione dell'epigrafe, sebbene l'iscrizione in nostro possesso, conservata nel Museo Archeologico di Sarsina, sia incompleta.

Grazie ad alcune trascrizioni codicografiche del XIV secolo si è riusciti però a ricostruire il testo nella sua interezza: Orazio Balbo ai suoi concittadini residenti e non residenti dona a sue spese dei luoghi di sepoltura, tranne a coloro che si sono venduti per denaro, a coloro che si sono suicidati col laccio e a coloro che si sono dati a uno sporco traffico.

A ciascuno (dona) dieci piedi in lunghezza e dieci piedi in profondità (del terreno) fra il ponte del Savio e il cippo che si trova sul confine del fondo di Fangone.

Nei luoghi in cui non vi sarà nessuno sepolto, chi vorrà farsi da vivo un monumento lo faccia. Nei luoghi dove ci saranno invece dei sepolti sarà lecito fare un monumento esclusivamente a colui che sarà già stato sepolto e ai suoi posteri. (Traduzione di Massimo Scarani)

Il termine fundus fangonianus, o fondo di Fangone, ha origine incerta: potrebbe derivare dal nome di un proprietario terriero, forse il centurione romano Caius Fuficius Fango, fatto senatore da Cesare e poi spedito da Ottaviano nel 41 a.C. come governatore in Africa.

mer, 12 apr 2017 08:05:30 +0000